Zorro & Pinelli. Tracce di fumetto militante, dal racconto di storia all’azione nel presente.
Un altisonante titolo da dare ad un progetto di fumetto che sta muovendo ora i primi passi.
Effettivamente si tratta di un progetto, in quanto i due autori, Nicola Gobbi e Jacopo Frey stanno ora iniziando a produrre delle vere storie a fumetti. Per quanto riguarda Nicola questa è una tappa fondamentale del suo percorso, che ha preso le mosse dagli studi di fumetto dapprima alla Scuola Internazionale poi all’Accademia delle Belle Arti di Bologna, mentre per Jacopo si tratta della sperimentazione di un possibile percorso di indagine della realtà, praticando normalmente altre strade di ricerca. I due si muovono fra Ancona, loro città natale e Bologna, città, in cui, pur nelle contraddizioni che essa vive, hanno trovato ottime occasioni di espressione.
Zorro e Pinelli hanno fato la loro comparsa nel n° 2 di “Burp! Deliri grafico- intestinali”, in un racconto sulla vicenda dell’omicidio Mario Lupo, compagno di Lotta Continua ucciso dai fascisti nel 1972.
I due personaggi stanno trovando una loro dimensione nelle storie, assumendo con sempre più consapevolezza il ruolo di portavoce della nostra volontà di produrre fumetto con un forte ancoraggio con la Realtà, unico terreno che, secondo noi , può permettere al genere di uscire dalla crisi di identità che sta attraversando.
Le nostre produzioni spaziano in un ampio spettro di analisi, che cerca di toccare i momenti di maasima conflittualità e
La pace fra gli oppressi, la guerra agli oppressori!
Per il fumetto indipendente
Buona strada
Jacopo e Nicola
mercoledì 25 maggio 2011
BURP! 6
Venerdì 27 al TPO festa/aperitivo di BURP!dalle 19:00 alle 12:00 con presentazine e vendita del nuovissimo numero 6!!
giovedì 21 aprile 2011
martedì 8 marzo 2011
lunedì 7 febbraio 2011
A VENT’ANNI DALLO SCIOGLIMENTO DEL PCI
martedì 18 gennaio 2011
lunedì 10 gennaio 2011
L'urlo di Roma
sabato 25 dicembre 2010
Articolo da "Non ci rappresenta nessuno. Foglio unico dei precari e degli studenti"
I più se ne sono accorti solo il 14 dicembre. In particolare son caduti dalle nuvole coloro che fino a quel giorno avevano preferito vedere nel movimento solo giovani che si limitavano ad animare flash mob ed a inviare accorate lettere a “Vieni via con me”, adulandoli per questo.
In piazza del Popolo, nonostante il fumo dei lacrimogeni, molti hanno sgranato gli occhi nel vedere quegli stessi giovani sviluppare con naturalezza una forte volontà di resistenza agli attacchi armati del potere.
Qualcosa ora è quindi cambiato per tutti, che piaccia o no.
Il corteo romano ha così dato il via ad un ampio dibattito che si è imposto in tutta la società italiana, improvvisamente resasi conto di aver fatto crescere una generazione senza prospettive, né immediate né future ma, con sua somma sorpresa, ben determinata a non farsi schiacciare senza lasciare un conto amaro da pagare.
Tralasciando le inutili osservazioni di certi corvi, abituati ad aggirarsi attorno al movimento da più o meno tempo, la discussione veramente interessante è quella che è nata fra gli stessi attori di quella giornata. Pur con delle critiche, delle incomprensioni e dei malumori, quanto è successo a Roma è stato rivendicato da tutti. Anche da chi solamente qualche settimana prima si era sgolato contro i tafferugli del 30 novembre, accusando chi ne era stato coinvolto di vandalismo, ingenuità e poca consapevolezza dell’immagine che davano del movimento. Anche da chi, criticando ogni forma di violenza, tutt’ora ritiene che vi siano altre forme di protesta e altre modalità di comunicazione con il resto della società italiana che potrebbe non capire la rivolta. Gli scontri di piazza del Popolo risultano così essere la memoria condivisa di un movimento che sta crescendo, in cui vediamo porsi in maniera differente rispetto al passato anche coloro che non avevano partecipato all’Onda, per disinteresse o per sfiducia.
Ma è sul valore di questa esperienza che nelle assemblee di facoltà si aprono ampie discussioni fatte di malumori, critiche a ‘chi ha fatto certe cose’, che pur non permettendo di uscire dall’impasse del “violenza sì violenza no” (questione assolutamente poco produttiva), stanno creando un bellissimo clima di confronto e di fermento.
È un altro segno che è cambiato qualcosa con questa mobilitazione: l’impegno, la volontà di combattere e di portare oltre la contestazione, la fiducia nelle lotte sono tornati ad essere un orizzonte condivisibile da tutti. Il Movimento risulta essere argomento di discussione all’ordine del giorno. Non sono ora inusuali momenti di socialità in cui si dibattono, anche con toni accesi, speranze e progetti sul futuro di questa mobilitazione e sulle necessarie pratiche da mettere in campo.
La nostra generazione è finalmente tornata a discutere e a interessarsi di quanto le si muove attorno, mostrando così una volontà, forse tardiva, di assumersi la responsabilità del cambiamento. Questo è il primo segno che il Movimento sta andando bene. Vi sono adesso attesa e impazienza sulle prossime mosse. L’importante è che queste aspettative non vengano deluse, altrimenti i danni sarebbero, oltre che drammatici, irrecuperabili.
Il numero è scaricabile in formato pdf, pronto per la stampa, da
http://noncirappresentanessuno.noblogs.org/
martedì 7 dicembre 2010
MUMBLE:
http://www.mumbleduepunti.it/site/
sabato 4 dicembre 2010
l'individualismo della nostra società
sono da poco tornato a casa dalla manifestazione per l'acqua bene comune che è stata organizzata oggi pomeriggio a Bologna, come in tante altre città d'Italia. è stato un bel corteo, molto composito che si è snodato per le vie della nostra città.
questa iniziativa era stata preceduta da una serie di blocchi alle porte organizzata dagli studenti medi. Passando per i viali in direzione del concentramento in via Ranzani, mi è capitato di intravedere Zorro e Pinelli partecipare ad uno di questi blocchi al cassero di porta santo stefano, casualmente vicino al circolo berneri. qui ho assistito a delle scene assolutamente pietose da parte degli automobilisti che si fermavano visibilmente scossi di fronte alle panche poste in mezzo alla strada su cui stavano seduti giovani studenti. in due casi ho visto dei muratori che, lamentando il fatto di aver finito da poco di lavorare, volevano ad ogni costo passare, uno di loro, vedendo il diniego al passaggio che gli veniva dato, non ha esitato a tirar fuori dal bagagliaio della macchina un martello e a brandirlo minacciosamente. dopo un po' (pochissimo in realtà, visto che il blocco di una sola corsia non è durato che dieci minuti) si è avvicinato agli studenti un ragazzo in scooter che chiedeva di passare visto che la moglie aveva buttato la pasta e poteva arrivare troppo tardi. un'autista dell'autobus, che magicamente era risucito a svicolare dal blocco passando dietro al cassero, una volta effettuata la manovra ha attirato l'attenzione dei giovani per poi indirizzar loro un cosiddetto manico d'ombrello.
Tutto ciò deve assolutamente farci riflettere. a mio giudizio non si tratta tanto dell'incomprensione di alcune pratiche adottate dagli studenti che, come si sa possono aver un costo nel malumore che possono suscitare nelle persone, quanto invece di un cieco individualismo che annebbia molte persone. pur di tornare a casa, pur di non vedere interrotta la propria quotidianità sono dispoti a cedere ai peggiori compromessi con la razionalità. si tratta di una volontà di non capire, di non oltrepassare la soglia del disagio per cercare di capire il messaggio che si manda, che è di una portata drammatica.
naturalmente non ci si aspetta una solidarietà totale, quanto magri non questo tipo di reazioni.
da parte nostra bisogna cercar di capire, ma fino ad un certo punto.
questi atteggiamenti sono l'amaro frutto degli anni 80, dell'emergere di un individualismo totale, che occupa la società italiana. ed è dura da combattere contro la cecità delle persone
noi possiamo provarci, ma ho seri dubbi, visto che la comprensione del pericolo di una riforma della scuola pubblica è addirittura sotto la pasta che può essere un po' attaccata.
beh, un buon fine settimana di lotte e di riposo
Z&P
giovedì 2 dicembre 2010
Di Zorro&Pinelli e il Movimento studentesco
personalmente io sto andando a dormire, quindi tenderei più per l'ultima delle ipotesi. volevo solo approfittare di questo nostro spazio per parlare di queste ultime giornate di Zorro e Pinelli, questi due personaggi che pian piano stanno inizaindo ad emergere sulle pagine di Burp. li stiamo conoscendo, cominciamo a capire qualcosa del loro carattere e molto dei loro interessi (questo forse è più facile, in quanto si tratta di qualunque argomento che rientri in bellissime cause perse da per cui combattere e storie drammatiche da riscoprire), ma ancora non sappiamo molto delle loro vite. una piccola spiegazione la possiamo dare ora: Zorro e Pinelli sono due studenti, un po' precari che si arrabattano in lavoretti e progetti da cui magari sperano di ricavare anche qualcosa di buono per il loro futuro. un po' come tutti noi. e proprio in virtù delle loro vite, in questi giorni sono stati in piazza. sono stati al blocco del casello, hanno gridato "anti-anti.anticapitalista" vicino ai compagni anarchici con le bandiere nere, hanno respirato, per la prima volta, l'odore acre dei fumogeni e hanno tirato qualche bottiglia in stazione, hanno "occupato"un po' farsescamente Palazzo d'Accursio a Bologna... sono in lotta o meglio sono in Movimento.
Zorro e Pinelli, un po' cavalieri dell'Utopia o dell'Ideale se preferiamo, vivono il movimento con qualche difficoltà e contraddizione, ma ne fanno parte.
in sintesi, come precari e come fumettisti in erba noi siamo qui e andiamo in piazza, perchè è l'unica cosa da fare.
se li vedete con il fazzoletto sul volto magari fate finta di nulla perchè magari non è il momento di salutarli. per il resto sono abbastanza cordiali: Pinelli un po' troppo, Zorro troppo poco.
buona notte
A pugno chiuso
per chi ci sarà, domani saremo di nuovo in piazza
mercoledì 1 dicembre 2010
mercoledì 10 novembre 2010
Mars Mira
lunedì 8 novembre 2010
Tratto dal libro: "Un rivoluzionario chiamato Pancho" di Paco Ignacio Taibo II
venerdì 8 ottobre 2010
Annaspando un po' nei meandri della tecnologia, che ancora, ahimè, riserva per noi degli abissi all'apparenza insormontabili, stiamo cercando di costruire questo blog e mattone su mattone riusciremo, lentamente, a raggiungere l'utopica visione che abbiamo in mente!
Nel frattempo, mentre aspettate con appassionata ansia la nostra lirica creazione multimediale beccatevi le tavole di Global Warming (che ancora non riesco a caricare su issuu! mannaggia al clero!):
RITORNO A COCHABAMBA




















